Affrontare il cambiamento: questione di metodo e management

Affrontare il cambiamento: questione di metodo e management

Affrontare il cambiamento: questione di metodo e management

Come diverse filosofie insegnano, e come la stessa natura ci insegna da sempre, niente è sicuro come il cambiamento. Tutto è in continuo mutamento e adattarsi a esso ci è dovuto. 

Il limite dell’essere umano, però, è che non sempre è pronto ad affrontarlo: spesso non ha i mezzi, altre volte fatica ad accettarlo, ma opporre resistenza al cambiamento rende il cambiamento un problema anziché un’opportunità di crescita e di miglioramento, se ben gestito.

Lo sa bene il team di Pmc Educational, azienda di consulenza aziendale il cui valore primario, su cui basano tutte le loro attività, è proprio la cura del cambiamento: «Abbiamo attraversato anni in cui parlare di cambiamento poteva sembrare futuristico, eppure le esperienze professionali di chi, insieme a me, ha visto nascere la Pmc parlano chiaro: il cambiamento è inevitabile e bisogna essere sempre pronti ad accoglierlo» dice Stefano Sivieri, fondatore (nel 1986) dell’azienda, che oggi – a proposito di cambiamento – sta affrontando il passaggio generazionale.

«Il mio percorso lavorativo inizia negli anni ’60, durante i quali ho avuto l’opportunità di conoscere subito il mondo: ho lavorato con il Libano, dove ho iniziato a conoscere le prime attività di pilotage, che negli anni ho poi continuato a studiare, sviluppare e perfezionare fino a farle divenire il fulcro di Pmc, anni dopo. Prima della sua nascita, ho avuto un’importante esperienza in Fiat, dove da sempre desideravo lavorare, successivamente divenendo responsabile per Autobianchi a Desio; ho seguito anche un importante lavoro di pilotage per gli alloggi che Fiat decise di costruire per i lavoratori del sud Italia, con modalità di lavoro che ci resero capofila in Europa. L’ultimo lavoro, prima di Pmc, è stato il ruolo di direttore commerciale e poi generale di un’azienda di costruzioni, che ci ha permesso di avere molti rapporti con l’estero come l’Arabia Saudita, la Cecoslovacchia, il Portogallo. Nell’86 ho iniziato con l’attività privata di consulenza».

Pmc oggi offre servizi in campo di consulenza, marketing, formazione, management e pilotage: 

«Cosa significa per noi consulenza? Seguiamo l’etimologia del termine: diamo consigli, siamo da supporto,  compagni di viaggio. La nostra consulenza è più generica, se così vogliamo definirla, o strategica; diventa anche pratica, materiale, solo nel momento in cui attuiamo, per il professionista o per l’azienda, strategie di management. Uno dei lavori più importanti che abbiamo fatto, in merito al Project Management – racconta Stefano – è stato con l’ospedale Niguarda di Milano, nel 2004. Quel progetto rappresenta ciò che per noi è fondamentale trasmettere ai professionisti: un metodo che venga assorbito, metabolizzato e che diventi, così, uno strumento naturale da utilizzare da quel momento in poi».

Per un’attività di consulenza, imparare a gestire il cambiamento è fondamentale, poiché trasmettere questa competenza è fondamentale in un mondo in continua evoluzione – soprattutto negli ultimi quindici anni, in cui i mutamenti sono stati anche molto veloci -: «Abbiamo creato Pmc con l’intento di essere ricordati come coloro che, proprio perché le hanno affrontate primi, dimostrano di poter insegnare certe cose. È un assioma che, per noi, è un vero e proprio valore. Siamo accanto alle aziende che hanno bisogno di affrontare il cambiamento, che hanno bisogno di trovare soluzioni: noi possiamo essere scelti dai vari mercati perché per primi, su di noi, abbiamo vissuto mutamenti e problematiche. Ora il nostro compito è trasmettere questi metodi. Soprattutto oggi – spiega Stefano – il cambiamento è divenuto ancor più profondo, più immediato. La nostra missione è l’accompagnamento al Management nel cambiamento da affrontare».

Nei suoi anni di attività, Stefano ha lasciato che ad aiutarlo fosse una sua attitudine personale: l’imprenditore, infatti, è anche fotografo e scrittore, due ruoli che prevedono una capacità di fantasia e creatività: «Anche il ruolo del consulente richiede fantasia, elasticità… Non esistono concetti preconfezionati. Tantomeno se parliamo di cambiamento. È necessario essere creativi».

Come dicevamo, oggi Pmc sta affrontando essa stessa un importante cambiamento: «Siamo nel momento del passaggio generazionale e si sa quanto sia delicato, complesso, importante ma anche rigenerante e ispirante. È un cambiamento che prevede studi di marketing, immagine, comunicazione, pubbliche relazioni. Abbiamo sviluppato un ufficio studi economici che ci dà la misura di certe variabili sul mercato che dovremo tenere in considerazione e un settore tecnico con ingegneri e architetti per i settori energia, urbanistica e progettazione. Sono felice – conclude Stefano – che siano molto giovani le persone che hanno preso in mano i settori e le parti più importanti dell’azienda».

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